Notizie

29/11/2025

Pink Ribbon Christmas Gala 2025

Una serata all’insegna della solidarietà La gala di quest’anno ha offerto un connubio straordinario di momenti musicali, la toccante moderazione di Sven Epiney e una cena gourmet d’eccellenza preparata dal team culinario del Dolder Grand. In qualità di partner specialistico di lunga data di Pink Ribbon Svizzera, Affidea brustCare è ogni anno profondamente colpita da ciò che il team guidato da Nicole Zindel riesce a realizzare per le persone colpite, grazie a un impegno instancabile, e dalla grande solidarietà che si percepisce a ogni edizione. Il momento culminante della serata: sono stati donati CHF 100'000 alla International Breast Cancer Study Group (IBCSG) – un contributo prezioso alla ricerca per le giovani pazienti affette da tumore al seno. Un esempio impressionante di come impegno, arte e gastronomia possano unirsi per fare del bene. Progetto di donazione Con la Pink Ribbon Christmas Gala viene sostenuto lo studio POSITIVE della International Breast Cancer Study Group (IBCSG), un progetto di ricerca innovativo che offre nuove prospettive alle giovani donne con tumore al seno ormonoresponsivo. Molte pazienti si trovano infatti davanti a una scelta difficile: terapia anti‑ormonale o desiderio di maternità? Lo studio POSITIVE esamina se sia medicalmente giustificabile interrompere temporaneamente questa terapia fondamentale per consentire una gravidanza. I primi risultati sono incoraggianti: sono già nati oltre 440 bambini sani – senza che finora sia stato osservato un aumento del rischio di recidiva. Per valutare in modo affidabile gli effetti a lungo termine di questa strategia, l’osservazione proseguirà fino al 2029. Questo importante progetto di ricerca dipende dal sostegno finanziario, e siamo orgogliosi e grati di poter contribuire attraverso la Pink Ribbon Christmas Gala.
30/10/2025

Intervista alla Dr.ssa Elfgen sul podcast dedicato alla salute del seno

Per il lancio del podcast sulla salute del seno, la PD Dr. med. Constanze Elfgen condivide la sua visione, la sua esperienza e il suo impegno per una migliore informazione e sensibilizzazione sul tema del tumore al seno. Cosa l’ha spinta ad avviare questo podcast dedicato alla salute del seno? Finora in Svizzera non esisteva un podcast che affrontasse in modo così completo la salute del seno. Non parliamo solo del trattamento del tumore al seno, ma anche di diagnosi precoce, alterazioni benigne, ormoni e molti altri temi. Il nostro obiettivo è fornire informazioni chiare e affidabili, creando allo stesso tempo un’atmosfera rassicurante e incoraggiante. A chi si rivolge questo podcast? A tutte le persone interessate. Purtroppo il tumore al seno è molto frequente e riguarda un gran numero di donne e i loro familiari. Vogliamo anche informare sulla prevenzione e sulle misure per mantenere la salute. Il podcast può essere utile anche al personale medico che non è specializzato in senologia. Quali temi vengono trattati? La serie inizia con argomenti fondamentali: diagnosi precoce, mammografia, comprensione della diagnosi di tumore al seno e testimonianze delle pazienti. Nelle prossime puntate parleremo anche di chirurgia del seno, medicina integrativa, ormoni e molti altri aspetti legati alla salute del seno. Chi saranno i suoi ospiti? Inviteremo pazienti, medici di diverse specialità, ricercatori ed esperti. L’idea è offrire una visione ampia e completa, che integri aspetti medici, scientifici e umani. Quali riscontri si aspetta dagli ascoltatori? Spero che il podcast venga accolto positivamente. Vogliamo fornire risposte basate sull’esperienza clinica e sulle più recenti evidenze scientifiche. Le testimonianze personali dovrebbero inoltre mostrare alle ascoltatrici che non sono sole nel loro percorso. Come percepisce, da specialista in senologia, l’evoluzione del trattamento del tumore al seno? Negli ultimi vent’anni molto è cambiato. Oggi si tiene maggiormente conto delle esigenze delle pazienti e gli approcci terapeutici sono più personalizzati. Disponiamo anche di nuovi farmaci e terapie più mirate. Inoltre, il numero di donne medico in questo campo è aumentato e l’attenzione verso la paziente è cambiata. Quali pregiudizi desidera superare con questo podcast? Esistono ancora molti miti e informazioni errate sul tumore al seno, soprattutto riguardo alla diagnosi precoce tramite mammografia o alle presunte cause della malattia. Vogliamo contribuire a correggere queste idee sbagliate diffondendo informazioni affidabili e scientificamente fondate. Come integra la dimensione umana ed emotiva nella sua pratica quotidiana? È un aspetto centrale. Sono grata per questo meraviglioso lavoro, perché spesso riusciamo a diagnosticare il tumore al seno in fase precoce e quindi a guarirlo. Rivedere le pazienti in buona salute anni dopo il trattamento è estremamente gratificante. Naturalmente ci sono anche momenti difficili, ma l’accompagnamento umano e personale per me è fondamentale. Cosa rappresenta il “Pink October” per lei come medico e come donna? È un mese importante che mette al centro la salute del seno e ricorda quanto sia essenziale parlarne. Per molto tempo le malattie del seno sono state un tabù. Oggi la sensibilizzazione e la visibilità hanno aiutato molte donne a convivere meglio con la malattia. Quali misure ritiene più efficaci per sensibilizzare alla prevenzione? La chiave è l’informazione diffusa attraverso diversi canali. Il Pink October è un’ottima occasione per trasmettere questi messaggi e raggiungere un vasto pubblico. Qual è il messaggio più importante che desidera trasmettere quest’anno? Prima viene diagnosticato il tumore al seno, maggiori sono le possibilità di guarigione. Il mio desiderio è che tutte le donne abbiano accesso alla diagnosi precoce. Può condividere un’esperienza che l’ha particolarmente segnata nella sua carriera? Ho seguito una giovane paziente, poco più che trentenne, affetta da una forma aggressiva di tumore al seno. Ha dovuto affrontare terapie pesanti e diversi interventi chirurgici. L’ho accompagnata per molti mesi. Nonostante le difficoltà, non ha mai perso il suo ottimismo. Alcuni anni dopo, concluso il trattamento, è rimasta incinta. Quando è venuta a trovarmi con il suo bambino in braccio, raggiante di felicità, sono stata profondamente commossa. Come è evoluto il trattamento del tumore al seno negli ultimi anni? Grazie alla diagnosi precoce, oggi individuiamo la malattia più spesso in fase iniziale, riducendo la necessità di interventi radicali o chemioterapia. Inoltre, disponiamo di terapie più mirate, come i trattamenti con anticorpi, che consentono cure ancora più personalizzate. Sempre più donne giovani sono colpite. Come lo spiega? Non abbiamo ancora tutte le risposte. Gli scienziati ritengono che i cambiamenti nello stile di vita possano avere un ruolo. Probabilmente anche una maggiore consapevolezza ha portato a diagnosticare la malattia più spesso nelle giovani pazienti. ⭐⭐⭐⭐⭐ Seguite il podcast su Apple Podcasts e Spotify e lasciate una valutazione a 5 stelle per aumentarne la visibilità e raggiungere ancora più ascoltatori. PD Dr. med. Constanze Elfgen – Biografia La Dr. med. Constanze Elfgen è specialista in ginecologia e ostetricia con riconosciuta competenza in senologia. Dopo gli studi di medicina presso l’Università Philipps di Marburgo (2004), ha lavorato in diversi ospedali in Germania e in Svizzera, tra cui l’Ospedale Universitario di Zurigo. Nel 2015 è entrata come specialista al Brust-Zentrum Zürich, dove nel 2019 ha assunto la direzione del reparto di chirurgia del seno. È membro del comitato medico consultivo e del consiglio di amministrazione del centro. Ha ottenuto la certificazione come chirurga del seno dalla Deutsche Krebsgesellschaft e il diploma in Senologia della Società Svizzera di Senologia. È attiva nella ricerca e nella formazione, ha pubblicato numerosi lavori sul tumore al seno e ha guidato il gruppo di lavoro MIBB.
26/05/2025

Brust-Zentrum Ticino - Prima ricostruzione mammaria con lembo autologo

Primo intervento di lembo autologo eseguito con successo dal team del Affidea Centro del Seno Ticino presso la Clinica Sant'Anna Un traguardo importante per la cura delle pazienti affette da tumore al seno in Ticino Con grande soddisfazione, Affidea Centro del Seno Ticino , sotto la direzione della Dott.ssa Barbara Pompei , specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, in collaborazione con la Plastic Surgery Group guidata dal Prof. Dr. Jian Farhadi e con la Clinica Sant’Anna, annuncia un importante progresso nell’assistenza sanitaria regionale: Per la prima volta presso la Clinica Sant’Anna è stato eseguito con successo un intervento di ricostruzione mammaria con lembo autologo – un’innovativa tecnica ricostruttiva che utilizza tessuti propri della paziente. Questa tecnica chirurgica complessa rappresenta una forma di ricostruzione mammaria particolarmente naturale e sostenibile, che offre alle pazienti sottoposte a trattamenti contro il tumore al seno un nuovo senso di integrità fisica e qualità della vita. La sua esecuzione richiede competenze altamente specialistiche. “Siamo orgogliosi di poter offrire per la prima volta questo intervento specialistico anche in una clinica privata del Canton Ticino”, afferma la Dott.ssa Barbara Pompei, responsabile della chirurgia plastica e ricostruttiva del Centro del Seno Affidea Ticino. “Si tratta di una pietra miliare per l’assistenza sanitaria alle donne della nostra regione e di un passo importante verso una terapia del tumore al seno completa, personalizzata e umanamente accompagnata.” Con l’introduzione di questa nuova opzione chirurgica, il Centro del Seno amplia ulteriormente la propria offerta, che già comprende diagnosi, terapia e follow-up, rafforzando la propria posizione come centro di riferimento nell’ambito della medicina senologica integrata in Ticino. La possibilità di effettuare l’intervento in loco significa per le pazienti percorsi più brevi, un’assistenza nella propria lingua madre e accesso a una chirurgia altamente specializzata in un ambiente familiare. Informazioni sul Affidea Centro del Seno Ticino Affidea Centro del Seno Ticino rappresenta un punto di riferimento per un’assistenza interdisciplinare, i più elevati standard medici e un percorso terapeutico completo, olistico e altamente specializzato in senologia. Questo percorso include la prevenzione del tumore al seno, l’imaging diagnostico, le consulenze ambulatoriali e le terapie oncologiche farmacologiche. Tutti i trattamenti possono essere eseguiti dallo stesso team medico, creando così le basi per un approccio terapeutico integrato e continuo. Il team medico altamente specializzato ha iniziato con successo la propria attività nel 2024, ed è composto dal chirurgo senologico Dr. med. Damir De Monaco, la chirurga plastica e ricostruttiva Dr.ssa Barbara Pompei, l’oncologo Dr. med. Alexandre Christinat, il radiologo Dr. med. Valerio Vitale ed il chirurgo senologico Prof. Dr. med. Virgilio Sacchini. Il centro continua a potenziare i propri servizi e le risorse umane per offrire alle pazienti la migliore assistenza possibile, vicino al proprio luogo di residenza.
23/03/2025

Il nuovo metodo consente una visibilità significativamente migliore dei tumori.

Carmen Dannecker – la radiologa presso Affidea brustCare – Centro del seno di Zurigo, parla di prevenzione oncologica e di un’estensione della mammografia. Oltre alla mammografia classica per la diagnosi del tumore al seno, recentemente viene utilizzata anche la mammografia con mezzo di contrasto. Come funziona questo nuovo metodo? La cosiddetta KM-MG è un’estensione della mammografia che consente una visibilità significativamente migliore dei tumori. A partire da una dimensione di circa tre millimetri, il tumore al seno viene localmente alimentato da piccoli vasi sanguigni di nuova formazione. Questi vasi si differenziano da quelli presenti nel resto del corpo perché sono più permeabili. Il mezzo di contrasto, somministrato tramite una vena, fuoriesce in queste aree e “si illumina” sull’immagine nel punto in cui si trova il tumore. In questo modo non solo il tumore al seno diventa visibile, ma vengono evidenziate anche le sue dimensioni e l’eventuale presenza di altri tumori. Quando viene utilizzata la mammografia con mezzo di contrasto? Oltre a consentire una determinazione precisa delle dimensioni del tumore in caso di carcinoma mammario, la KM-MG può essere utilizzata per ulteriori accertamenti in presenza di reperti poco chiari alla mammografia o all’ecografia. In questi casi, l’assenza di “illuminazione” può escludere un tumore maligno nella maggior parte dei casi e contribuire così a evitare biopsie non necessarie. In alcuni tipi di tumore, la chemioterapia viene somministrata prima dell’intervento chirurgico per ridurre la massa tumorale. Per valutare la risposta del tumore alla terapia, può essere utilizzata la KM-MG. Quali vantaggi offre la mammografia con mezzo di contrasto? Poiché funziona secondo un principio simile a quello della risonanza magnetica (MRI), la KM-MG rappresenta un’alternativa comparabile per le donne che soffrono di claustrofobia. Durante una risonanza magnetica, infatti, si deve rimanere immobili per circa venti minuti, in posizione prona, all’interno del cosiddetto “tunnel”, con rumori intensi. Per molte persone questo comporta un forte stress e talvolta è possibile solo con l’aiuto di sedativi. Anche per le pazienti portatrici di pacemaker, la KM-MG rappresenta un’ottima alternativa. Come si svolge concretamente la mammografia con mezzo di contrasto? Molte donne apprezzano il fatto di non essere lasciate sole: è sempre presente una tecnico/a di radiologia nella stanza, vicino alla paziente. Da sedute, viene somministrato un mezzo di contrasto tramite una vena. Si tratta dello stesso mezzo di contrasto utilizzato nella tomografia computerizzata (TC). Due minuti dopo viene eseguita la mammografia. Subito dopo la somministrazione del mezzo di contrasto possono verificarsi temporaneamente una sensazione di calore, un sapore metallico in bocca o bisogno di urinare. Dal 2022 attiva presso il Centro del seno di Zurigo: Carmen Dannecker, specialista in radiologia con focus sulla diagnostica senologica Cosa succede dopo l’esame? La paziente rimane ancora circa trenta minuti sotto osservazione, a causa di possibili – ma molto rare – reazioni allergiche al mezzo di contrasto. Successivamente può essere dimessa. Durante la giornata dovrebbe bere molti liquidi, poiché il mezzo di contrasto viene eliminato attraverso i reni. Non vi sono limitazioni particolari dopo l’esame. E per quanto riguarda l’esposizione alle radiazioni? L’esposizione alle radiazioni è leggermente più elevata rispetto alla mammografia tradizionale. Per fare un confronto: l’esposizione naturale annuale alle radiazioni in Svizzera è pari a 1 millisievert (mSv). La mammografia comporta circa 0,4 mSv, mentre la KM-MG è circa il 40% più alta. Esistono studi sull’efficacia della KM-MG? Negli ultimi anni il numero di pubblicazioni sui risultati degli studi a livello mondiale è aumentato notevolmente; numerosi studi sono attualmente in corso o in fase di pianificazione. Finora la risonanza magnetica (MRI) era l’unico metodo per esaminare il seno con mezzo di contrasto, pertanto i risultati della KM-MG vengono confrontati con quelli dell’MRI. Gli studi sono promettenti e mostrano risultati comparabili alla risonanza magnetica. Quanto tempo deve attendere una paziente per ricevere il referto? Le immagini vengono valutate subito dopo l’esame da un radiologo o una radiologa e discusse direttamente con la paziente. I tempi di attesa sono minimi. In questo modo la paziente ottiene chiarezza più rapidamente rispetto ad altri metodi. In quali casi una donna dovrebbe sottoporsi alla prevenzione del tumore al seno? La mammografia è attualmente l’esame standard per la diagnosi precoce del tumore al seno. Poiché una donna su otto si confronta con il tumore al seno nel corso della vita, raccomandiamo una mammografia ogni due anni a partire dai 45–50 anni. In presenza di casi di tumore al seno in familiari stretti, l’esame può essere consigliato più frequentemente, previa consultazione con la ginecologa, la medico di famiglia o dopo una consulenza presso un centro del seno specializzato. Questa prevenzione è gratuita? I programmi di diagnosi precoce, chiamati anche screening, sono programmi organizzati a livello cantonale. Inviando un invito alla mammografia ogni due anni, si rivolgono a tutte le donne residenti nel rispettivo Cantone a partire dai 50 anni. Purtroppo ciò non avviene in tutti i Cantoni. Solo nei Cantoni che dispongono di un programma di prevenzione, l’assicurazione di base copre la mammografia preventiva. Chi paga nei Cantoni senza un programma di prevenzione? Nei Cantoni senza programmi di diagnosi precoce, l’assicurazione di base copre i costi della mammografia solo se il medico deve chiarire un sospetto clinico. Tuttavia, molte assicurazioni complementari includono la mammografia come prestazione di prevenzione. E se c’è un sospetto di tumore al seno? In questo caso non si tratta più di prevenzione. Se una donna presenta sintomi o disturbi, oppure se durante un controllo preventivo viene riscontrato qualcosa di sospetto, tutti gli esami successivi – compresa la KM-MG – vengono fatturati tramite l’assicurazione malattia. La mammografia con mezzo di contrasto offre molti vantaggi. Perché la Svizzera è in ritardo rispetto ad altri Paesi europei? Nei Paesi con programmi di screening su larga scala, ad esempio nei Paesi Bassi, vi è un grande bisogno di metodi rapidi e di alta qualità per ulteriori approfondimenti in caso di mammografie sospette. La somministrazione del mezzo di contrasto è molto utile e finora era possibile solo tramite MRI. Per questo motivo, proprio in questi Paesi si è cercato intensamente di trovare soluzioni rapidamente disponibili, più economiche ma equivalenti. Significa che in Svizzera si vuole prima sfruttare pienamente le apparecchiature MRI, in modo che l’investimento sia giustificato, prima di introdurre esami più economici? No, non lo direi. Con lo stesso apparecchio MRI si possono esaminare non solo il seno, ma praticamente ogni regione del corpo. Per il seno, l’MRI rimarrà ad esempio la prima scelta per le donne con mutazioni genetiche. Che ruolo avrà l’intelligenza artificiale nella diagnosi del tumore al seno? L’intelligenza artificiale viene attualmente testata in diversi Paesi, anche in Svizzera, nella diagnostica per immagini del seno. In Svezia viene già utilizzata per la valutazione delle mammografie di screening. Il potenziale di applicazione per la KM-MG è altrettanto elevato e anche in questo ambito sono in corso diversi studi a livello mondiale. Come vede il futuro delle terapie contro il tumore al seno? Grazie a una diagnostica sempre più precisa, alla diagnosi precoce e a terapie sempre più mirate e personalizzate, oggi la diagnosi di tumore al seno non è più una condanna a morte per la maggior parte delle pazienti. Le tecniche chirurgiche consentono nella maggior parte dei casi interventi conservativi, mentre le terapie oncologiche trattano in modo mirato i tumori e riducono il rischio di recidiva. Per le pazienti ciò significa buone probabilità di sopravvivenza con una qualità di vita preservata. Intervista a cura di Silvia Aeschbach, Sonntagszeitung