Il nuovo metodo consente una visibilità significativamente migliore dei tumori.

Articolo sulla mammografia della Dr.ssa Carmen Dannecker
23/03/2025

Portrait Dr. med. Carmen Dannecker

Dal 2022 attiva presso il Centro del seno di Zurigo: Carmen Dannecker, specialista in radiologia con focus sulla diagnostica senologica

Cosa succede dopo l’esame?

La paziente rimane ancora circa trenta minuti sotto osservazione, a causa di possibili – ma molto rare – reazioni allergiche al mezzo di contrasto. Successivamente può essere dimessa. Durante la giornata dovrebbe bere molti liquidi, poiché il mezzo di contrasto viene eliminato attraverso i reni. Non vi sono limitazioni particolari dopo l’esame.

E per quanto riguarda l’esposizione alle radiazioni?

L’esposizione alle radiazioni è leggermente più elevata rispetto alla mammografia tradizionale. Per fare un confronto: l’esposizione naturale annuale alle radiazioni in Svizzera è pari a 1 millisievert (mSv). La mammografia comporta circa 0,4 mSv, mentre la KM-MG è circa il 40% più alta.

Esistono studi sull’efficacia della KM-MG?

Negli ultimi anni il numero di pubblicazioni sui risultati degli studi a livello mondiale è aumentato notevolmente; numerosi studi sono attualmente in corso o in fase di pianificazione. Finora la risonanza magnetica (MRI) era l’unico metodo per esaminare il seno con mezzo di contrasto, pertanto i risultati della KM-MG vengono confrontati con quelli dell’MRI. Gli studi sono promettenti e mostrano risultati comparabili alla risonanza magnetica.

Quanto tempo deve attendere una paziente per ricevere il referto?

Le immagini vengono valutate subito dopo l’esame da un radiologo o una radiologa e discusse direttamente con la paziente. I tempi di attesa sono minimi. In questo modo la paziente ottiene chiarezza più rapidamente rispetto ad altri metodi.

In quali casi una donna dovrebbe sottoporsi alla prevenzione del tumore al seno?

La mammografia è attualmente l’esame standard per la diagnosi precoce del tumore al seno. Poiché una donna su otto si confronta con il tumore al seno nel corso della vita, raccomandiamo una mammografia ogni due anni a partire dai 45–50 anni. In presenza di casi di tumore al seno in familiari stretti, l’esame può essere consigliato più frequentemente, previa consultazione con la ginecologa, la medico di famiglia o dopo una consulenza presso un centro del seno specializzato.

Questa prevenzione è gratuita?

I programmi di diagnosi precoce, chiamati anche screening, sono programmi organizzati a livello cantonale. Inviando un invito alla mammografia ogni due anni, si rivolgono a tutte le donne residenti nel rispettivo Cantone a partire dai 50 anni. Purtroppo ciò non avviene in tutti i Cantoni. Solo nei Cantoni che dispongono di un programma di prevenzione, l’assicurazione di base copre la mammografia preventiva.

Chi paga nei Cantoni senza un programma di prevenzione?

Nei Cantoni senza programmi di diagnosi precoce, l’assicurazione di base copre i costi della mammografia solo se il medico deve chiarire un sospetto clinico. Tuttavia, molte assicurazioni complementari includono la mammografia come prestazione di prevenzione.

E se c’è un sospetto di tumore al seno?

In questo caso non si tratta più di prevenzione. Se una donna presenta sintomi o disturbi, oppure se durante un controllo preventivo viene riscontrato qualcosa di sospetto, tutti gli esami successivi – compresa la KM-MG – vengono fatturati tramite l’assicurazione malattia.

La mammografia con mezzo di contrasto offre molti vantaggi. Perché la Svizzera è in ritardo rispetto ad altri Paesi europei?

Nei Paesi con programmi di screening su larga scala, ad esempio nei Paesi Bassi, vi è un grande bisogno di metodi rapidi e di alta qualità per ulteriori approfondimenti in caso di mammografie sospette. La somministrazione del mezzo di contrasto è molto utile e finora era possibile solo tramite MRI. Per questo motivo, proprio in questi Paesi si è cercato intensamente di trovare soluzioni rapidamente disponibili, più economiche ma equivalenti.

Significa che in Svizzera si vuole prima sfruttare pienamente le apparecchiature MRI, in modo che l’investimento sia giustificato, prima di introdurre esami più economici?

No, non lo direi. Con lo stesso apparecchio MRI si possono esaminare non solo il seno, ma praticamente ogni regione del corpo. Per il seno, l’MRI rimarrà ad esempio la prima scelta per le donne con mutazioni genetiche.

Che ruolo avrà l’intelligenza artificiale nella diagnosi del tumore al seno?

L’intelligenza artificiale viene attualmente testata in diversi Paesi, anche in Svizzera, nella diagnostica per immagini del seno. In Svezia viene già utilizzata per la valutazione delle mammografie di screening. Il potenziale di applicazione per la KM-MG è altrettanto elevato e anche in questo ambito sono in corso diversi studi a livello mondiale.

Come vede il futuro delle terapie contro il tumore al seno?

Grazie a una diagnostica sempre più precisa, alla diagnosi precoce e a terapie sempre più mirate e personalizzate, oggi la diagnosi di tumore al seno non è più una condanna a morte per la maggior parte delle pazienti. Le tecniche chirurgiche consentono nella maggior parte dei casi interventi conservativi, mentre le terapie oncologiche trattano in modo mirato i tumori e riducono il rischio di recidiva. Per le pazienti ciò significa buone probabilità di sopravvivenza con una qualità di vita preservata.

Intervista a cura di Silvia Aeschbach, Sonntagszeitung