Carmen Dannecker – la radiologa presso Affidea brustCare – Centro del seno di Zurigo, parla di prevenzione oncologica e di un’estensione della mammografia.
Oltre alla mammografia classica per la diagnosi del tumore al seno, recentemente viene utilizzata anche la mammografia con mezzo di contrasto.
Come funziona questo nuovo metodo?
La cosiddetta KM-MG è un’estensione della mammografia che consente una visibilità significativamente migliore dei tumori. A partire da una dimensione di circa tre millimetri, il tumore al seno viene localmente alimentato da piccoli vasi sanguigni di nuova formazione. Questi vasi si differenziano da quelli presenti nel resto del corpo perché sono più permeabili. Il mezzo di contrasto, somministrato tramite una vena, fuoriesce in queste aree e “si illumina” sull’immagine nel punto in cui si trova il tumore. In questo modo non solo il tumore al seno diventa visibile, ma vengono evidenziate anche le sue dimensioni e l’eventuale presenza di altri tumori.
Quando viene utilizzata la mammografia con mezzo di contrasto?
Oltre a consentire una determinazione precisa delle dimensioni del tumore in caso di carcinoma mammario, la KM-MG può essere utilizzata per ulteriori accertamenti in presenza di reperti poco chiari alla mammografia o all’ecografia. In questi casi, l’assenza di “illuminazione” può escludere un tumore maligno nella maggior parte dei casi e contribuire così a evitare biopsie non necessarie.
In alcuni tipi di tumore, la chemioterapia viene somministrata prima dell’intervento chirurgico per ridurre la massa tumorale. Per valutare la risposta del tumore alla terapia, può essere utilizzata la KM-MG.
Quali vantaggi offre la mammografia con mezzo di contrasto?
Poiché funziona secondo un principio simile a quello della risonanza magnetica (MRI), la KM-MG rappresenta un’alternativa comparabile per le donne che soffrono di claustrofobia. Durante una risonanza magnetica, infatti, si deve rimanere immobili per circa venti minuti, in posizione prona, all’interno del cosiddetto “tunnel”, con rumori intensi. Per molte persone questo comporta un forte stress e talvolta è possibile solo con l’aiuto di sedativi. Anche per le pazienti portatrici di pacemaker, la KM-MG rappresenta un’ottima alternativa.
Come si svolge concretamente la mammografia con mezzo di contrasto?
Molte donne apprezzano il fatto di non essere lasciate sole: è sempre presente una tecnico/a di radiologia nella stanza, vicino alla paziente. Da sedute, viene somministrato un mezzo di contrasto tramite una vena. Si tratta dello stesso mezzo di contrasto utilizzato nella tomografia computerizzata (TC). Due minuti dopo viene eseguita la mammografia. Subito dopo la somministrazione del mezzo di contrasto possono verificarsi temporaneamente una sensazione di calore, un sapore metallico in bocca o bisogno di urinare.

Dal 2022 attiva presso il Centro del seno di Zurigo: Carmen Dannecker, specialista in radiologia con focus sulla diagnostica senologica
Cosa succede dopo l’esame?
La paziente rimane ancora circa trenta minuti sotto osservazione, a causa di possibili – ma molto rare – reazioni allergiche al mezzo di contrasto. Successivamente può essere dimessa. Durante la giornata dovrebbe bere molti liquidi, poiché il mezzo di contrasto viene eliminato attraverso i reni. Non vi sono limitazioni particolari dopo l’esame.
E per quanto riguarda l’esposizione alle radiazioni?
L’esposizione alle radiazioni è leggermente più elevata rispetto alla mammografia tradizionale. Per fare un confronto: l’esposizione naturale annuale alle radiazioni in Svizzera è pari a 1 millisievert (mSv). La mammografia comporta circa 0,4 mSv, mentre la KM-MG è circa il 40% più alta.
Esistono studi sull’efficacia della KM-MG?
Negli ultimi anni il numero di pubblicazioni sui risultati degli studi a livello mondiale è aumentato notevolmente; numerosi studi sono attualmente in corso o in fase di pianificazione. Finora la risonanza magnetica (MRI) era l’unico metodo per esaminare il seno con mezzo di contrasto, pertanto i risultati della KM-MG vengono confrontati con quelli dell’MRI. Gli studi sono promettenti e mostrano risultati comparabili alla risonanza magnetica.
Quanto tempo deve attendere una paziente per ricevere il referto?
Le immagini vengono valutate subito dopo l’esame da un radiologo o una radiologa e discusse direttamente con la paziente. I tempi di attesa sono minimi. In questo modo la paziente ottiene chiarezza più rapidamente rispetto ad altri metodi.
In quali casi una donna dovrebbe sottoporsi alla prevenzione del tumore al seno?
La mammografia è attualmente l’esame standard per la diagnosi precoce del tumore al seno. Poiché una donna su otto si confronta con il tumore al seno nel corso della vita, raccomandiamo una mammografia ogni due anni a partire dai 45–50 anni. In presenza di casi di tumore al seno in familiari stretti, l’esame può essere consigliato più frequentemente, previa consultazione con la ginecologa, la medico di famiglia o dopo una consulenza presso un centro del seno specializzato.
Questa prevenzione è gratuita?
I programmi di diagnosi precoce, chiamati anche screening, sono programmi organizzati a livello cantonale. Inviando un invito alla mammografia ogni due anni, si rivolgono a tutte le donne residenti nel rispettivo Cantone a partire dai 50 anni. Purtroppo ciò non avviene in tutti i Cantoni. Solo nei Cantoni che dispongono di un programma di prevenzione, l’assicurazione di base copre la mammografia preventiva.
Chi paga nei Cantoni senza un programma di prevenzione?
Nei Cantoni senza programmi di diagnosi precoce, l’assicurazione di base copre i costi della mammografia solo se il medico deve chiarire un sospetto clinico. Tuttavia, molte assicurazioni complementari includono la mammografia come prestazione di prevenzione.
E se c’è un sospetto di tumore al seno?
In questo caso non si tratta più di prevenzione. Se una donna presenta sintomi o disturbi, oppure se durante un controllo preventivo viene riscontrato qualcosa di sospetto, tutti gli esami successivi – compresa la KM-MG – vengono fatturati tramite l’assicurazione malattia.
La mammografia con mezzo di contrasto offre molti vantaggi. Perché la Svizzera è in ritardo rispetto ad altri Paesi europei?
Nei Paesi con programmi di screening su larga scala, ad esempio nei Paesi Bassi, vi è un grande bisogno di metodi rapidi e di alta qualità per ulteriori approfondimenti in caso di mammografie sospette. La somministrazione del mezzo di contrasto è molto utile e finora era possibile solo tramite MRI. Per questo motivo, proprio in questi Paesi si è cercato intensamente di trovare soluzioni rapidamente disponibili, più economiche ma equivalenti.
Significa che in Svizzera si vuole prima sfruttare pienamente le apparecchiature MRI, in modo che l’investimento sia giustificato, prima di introdurre esami più economici?
No, non lo direi. Con lo stesso apparecchio MRI si possono esaminare non solo il seno, ma praticamente ogni regione del corpo. Per il seno, l’MRI rimarrà ad esempio la prima scelta per le donne con mutazioni genetiche.
Che ruolo avrà l’intelligenza artificiale nella diagnosi del tumore al seno?
L’intelligenza artificiale viene attualmente testata in diversi Paesi, anche in Svizzera, nella diagnostica per immagini del seno. In Svezia viene già utilizzata per la valutazione delle mammografie di screening. Il potenziale di applicazione per la KM-MG è altrettanto elevato e anche in questo ambito sono in corso diversi studi a livello mondiale.
Come vede il futuro delle terapie contro il tumore al seno?
Grazie a una diagnostica sempre più precisa, alla diagnosi precoce e a terapie sempre più mirate e personalizzate, oggi la diagnosi di tumore al seno non è più una condanna a morte per la maggior parte delle pazienti. Le tecniche chirurgiche consentono nella maggior parte dei casi interventi conservativi, mentre le terapie oncologiche trattano in modo mirato i tumori e riducono il rischio di recidiva. Per le pazienti ciò significa buone probabilità di sopravvivenza con una qualità di vita preservata.
Intervista a cura di Silvia Aeschbach, Sonntagszeitung